Il canto popolare

Viandante, ove odi cantar fermati e riposa sicuro, perchŔ non canta il cuore del malvagio. (J.W.Goethe)

Il canto Ŕ espressione di popolo. In epoche in cui la musica pareva riservata a chi, oltre ad esservi portato poteva permettersi lo studio ed uno strumento, il canto scaturiva libero a raccontare fenomeni, situazioni, realtÓ e fantasie. Mentre leggendo un libro di storia apprendiamo accadimenti famosi, nomi importanti .... attraverso la trama del canto sono arrivati a noi, assieme a visioni particolari degli stessi fatti storici, anche episodi di vita sconosciuti, modalitÓ diverse con le quali le persone seguivano e vivevano gli sconvolgimenti dei propri tempi, melodie che interpretavano i sentimenti, le situazioni, i sogni di ogni singolo popolano. Data la povera origine, il canto fino ai giorni nostri si era tramandato in modalitÓ orale, con continue variazioni sia tematiche che melodiche dovute alla quotidiana evoluzione delle cose. Ma avrebbe superato, questa modalitÓ, la civiltÓ del computer ? Sicuramente no, ed ecco quindi la estrema necessitÓ di interpretare, registrare questo patrimonio dalla bocca e dalla memoria dei pochi "informatori" ancora legati a questa usanza.
Il lavoro svolto nell'ambito del coro La Rocca, soprattutto per merito del M. Paolo Bernardini, riveste quindi, nella sua lungimiranza, immensa importanza. Ricordiamo che le cante ritrovate sono circa 1400 e che questo lavoro, (svolto in un piccolo comune di circa 5000 abitanti) pone il coro La Rocca ai vertici, in Italia, di questo importante settore.